Riduzione dei Fondi PNRR per gli impianti destinati in CER nei Comuni sotto i 50.000 abitanti.

Novembre 25, 2025

(di Alfonso Bonafede)

In queste settimane tanti imprenditori, enti locali e cittadini si sono impegnati a rispettare la scadenza – prevista per legge – del 30 novembre 2025 per ottenere i fondi PNRR (40% di rimborso delle spese ammissibili) per la realizzazione impianti destinati alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).

Parliamo di una misura che era stata estesa ai Comuni sotto i 50.000 abitanti solo da metà luglio 2025: dunque, tutti gli operatori hanno ingaggiato una vera e propria corsa contro il tempo per rispettare la scadenza del 30 novembre.

Dal sito del GSE

Per essere ancora più chiari, sul sito del GSE si legge ancora oggi che: «La Missione 2, Componente 2, Investimento 1.2 (Promozione rinnovabili per le comunità energetiche e l’autoconsumo) del PNRR mette a disposizione 2,2 miliardi di euro per la realizzazione di una potenza complessiva pari almeno a 1,73 GW. (…) Sarà possibile presentare domanda fino al 30 novembre 2025 alle ore 18:00, fatto salvo il preventivo esaurimento delle risorse disponibili pari a 2.200.000.000 euro che verrà comunicato sul sito del GSE».

Aggiornamento della dotazione finanziaria

Ebbene, venerdì 21 novembre 2025, in maniera del tutto improvvisa, sul sito del MASE (con comunicato rilanciato sul profilo Linkedin del Presidente GSE Arrigoni), è stato comunicato che la dotazione finanziaria per questo capitolo del PNRR è stata “aggiornata” a 795.5 milioni di euro (rispetto ai 2.2 miliardi previsti inizialmente, come riportato nella pagina del sito del MASE).

Il Presidente del GSE ha specificato che, a quella data, le richieste ammontavano a 778 milioni di euro (in linea con il dato comunicato sul sito del GSE secondo cui «Le risorse richieste al 20 novembre 2025 ammontano a 772,5 Mln € per una potenza degli impianti oggetto degli interventi per i quali è stato richiesto il contributo di 1.759,7 MW»), vale a dire a ridosso del superamento della nuova soglia di 795,5 milioni di euro (per una sintesi dei vari passaggi, cfr. D. Patrucco, Comunità energetiche e PNRR: doccia fredda per operatori, professionisti e potenziali beneficiari,in Qualenergia.it, www.qualenergia.it/articoli/comunita-energetiche-e-pnrr-doccia-fredda-per-operatori-professionisti-e-potenziali-beneficiari/)

Conseguenti incertezze

Pare comunque evidente che tanti soggetti impegnati a rispettare la scadenza del 30 novembre e che hanno fatto affidamento sulla stessa e sulla originaria dotazione finanziaria, adesso si trovano a lavorare purtroppo nell’incertezza assoluta.

Da qualche anno seguo – sotto il profilo legale – lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER): tutti i giorni dialogo e lavoro con imprenditori, cittadini ed enti impegnati nella realizzazione delle CER, tutti giustamente convinti che siamo di fronte ad un veicolo fondamentale per la transizione energetica che permette di ottenere importanti benefici economici, ambientali e sociali.

Minare il legittimo affidamento che cittadini e imprenditori ripongono in un quadro normativo già in vigore (e sulle relative risorse economiche), con modifiche come queste che, di fatto, cambiano le regole in corsa (con comunicazioni caotiche) è rischiosissimo perché suscettibile di infliggere un grave danno alle prospettive di sviluppo di un settore, quello della sostenibilità e delle rinnovabili, che è ormai cruciale per il nostro futuro.

La certezza del diritto passa anche attraverso l’affidabilità delle risorse a supporto dell’attuazione delle leggi.

Lo spiraglio per i progetti non ammessi a finanziamento per effetto del superamento della nuova dotazione finanziaria.

È opportuno specificare che nel sito del MASE si chiarisce, lasciando uno spiraglio per il futuro, che «I progetti che risulteranno valutati positivamente all’esito dell’istruttoria, ma che non potranno essere ammessi a finanziamento per effetto del superamento della dotazione finanziaria aggiornata della misura, saranno comunque considerati idonei ai fini di eventuali scorrimenti anche in relazione a successive ed eventuali integrazioni finanziarie della misura rispetto alla dotazione oggi disponibile».

Avv. Alfonso Bonafede

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